Stemma di Brindisi : storia e significato

Stemma di Brindisi : storia e significato

17 giugno 2026Yann REYNAUD
🕐 Tempo di lettura : 4 min
✍️ A cura del team La Cultura Italica

Brindisi, antico porto sull'Adriatico e storica "Porta d'Oriente" d'Italia, custodisce nel suo stemma millenni di storia, dalla civiltà messapica alla gloria romana. Ogni elemento araldico racconta l'identità profonda di una città che ha segnato le rotte del Mediterraneo.

🛡️ Stemma della città di Brindisi — Descrizione araldica

Lo stemma della città di Brindisi si legge così : « Di rosso, al massacro di cervo d'oro, ramoso d'argento, sormontato da due colonne dello stesso, con basi, capitelli e corona all'antica d'oro. Lo scudo è sormontato dalla corona di città, fregiato dalle insegne della croce di guerra, araldicamente disposte. »


Significato dello stemma di Brindisi

Lo stemma del Comune di Brindisi è una sintesi araldica straordinaria, in cui ogni figura affonda le radici nella storia plurimillenaria della città. Ecco il significato dei suoi elementi principali :

  • Il campo di rosso : lo sfondo rosso vivo dello scudo evoca il coraggio, la forza militare e il sangue versato dai brindisini nella difesa della città nel corso dei secoli.
  • Il massacro di cervo d'oro : la testa di cervo con il suo palco di corna in oro richiama direttamente il nome messapico della città, "Brention", che significa appunto "testa di cervo". La forma del porto naturale di Brindisi, con i suoi due seni di levante e di ponente, ricorda visivamente le ramificazioni delle corna di un cervo.
  • Le ramificazioni d'argento : il palco ramoso in argento contrasta elegantemente con il campo rosso, conferendo nobiltà e luminosità all'insieme araldico.
  • Le due colonne d'oro : le colonne sovrastanti il massacro di cervo rappresentano le celebri colonne terminali della Via Appia, ancora visibili oggi in cima alla Scalinata Virgilio. Simbolo della grandezza di Roma, esse ricordano che Brindisi era il punto d'arrivo della più importante arteria stradale dell'antichità.
  • La corona di città : posta in cima allo scudo, la corona di città sancisce il rango municipale di Brindisi e la sua dignità di capoluogo di provincia.
  • La croce di guerra : le insegne della croce di guerra al valor militare, araldicamente disposte attorno allo scudo, testimoniano il coraggio della popolazione brindisina durante la Prima guerra mondiale, quando la città subì pesanti offese nemiche senza mai cedere.

La singolare combinazione del massacro di cervo e delle colonne romane fa dello stemma di Brindisi un documento araldico unico in Italia, in grado di raccontare in un'unica immagine il passaggio dalla civiltà messapica a quella romana, due ere che hanno entrambe lasciato un segno indelebile sulla città.

📜 Fatto Poco Noto — La testa di cervo nello stemma prima del 1845

Prima del 1845, lo stemma del Comune di Brindisi era composto dalla sola testa di cervo, senza le colonne. Fu solo in quella data che le due colonne terminali della Via Appia vennero aggiunte alla composizione araldica, arricchendo ulteriormente il simbolismo dello scudo.


Storia dello stemma di Brindisi

Le radici araldiche di Brindisi affondano nella notte dei tempi. Il simbolo della testa di cervo era già presente sulle più antiche monete brindisine : una moneta di bronzo datata al III secolo a.C. recava sul rovescio la figura di Falanto che cavalcava un delfino, con la scritta BRVN, abbreviazione del nome messapico della città. I geografi e storici greci e latini concordavano nel far derivare questo nome dalla parola messapica indicante "testa di cervo", per via della caratteristica forma del porto naturale. La testa di cervo era dunque già, nell'antichità, il simbolo identitario della città.

Lo stemma attuale del Comune di Brindisi fu ufficialmente riconosciuto con decreto del capo del governo del 10 agosto 1924, che autorizzava il Comune a fregiarsi dello scudo con il massacro di cervo, le due colonne e la croce di guerra. Un anno prima, nel 1919, l'ammiraglio Thaon di Revel aveva decorato la città con la croce di guerra al valor militare, riconoscendo il coraggio con cui la popolazione aveva resistito ai bombardamenti nemici durante la Grande Guerra. Tale onorificenza fu integrata nello stemma civico come fregio araldico, segnando una continuità tra la storia antica e quella contemporanea della città.

📜 Contesto Storico — Lo stemma della Provincia di Brindisi

Con la costituzione della Provincia di Brindisi nel 1927, per scissione dall'antica Terra d'Otranto, fu concesso un stemma provinciale distinto da quello comunale : d'azzurro, alla testa di cervo al naturale, posta in maestà, accompagnata in punta dalla parola BRVN. Questo stemma, descritto in un solenne documento del 4 marzo 1928, riprendeva deliberatamente l'immagine della più antica moneta brindisina risalente al III secolo a.C.

Nel corso del XX secolo, lo stemma fu oggetto di una controversia civica significativa. Durante il mandato di un sindaco negli anni tra il 1997 e il 2003, il gonfalone fu rifatto omettendo le insegne della croce di guerra, suscitando le proteste di cittadini e dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia. La vicenda riaccese il dibattito sull'identità araldica della città, dimostrando quanto lo stemma fosse ancora vivo nella coscienza collettiva dei brindisini.


FAQ — Domande frequenti sullo stemma di Brindisi

Qual è il motto della città di Brindisi ?

Il motto della città di Brindisi è : « Brindisi Porta d'Oriente, d'Italia capitale regna per terra e per mare ». Questo motto celebra la posizione strategica di Brindisi come principale porto adriatico d'Italia, porta naturale verso l'Oriente e verso le rotte del Mediterraneo orientale, ruolo che la città ha ricoperto dall'epoca romana fino ai giorni nostri.

Perché la testa di cervo figura nello stemma di Brindisi ?

La testa di cervo, o "massacro di cervo" in linguaggio araldico, deriva direttamente dal nome messapico della città, Brention, che significa appunto "testa di cervo". I popoli messapi avevano scelto questo nome per la caratteristica forma del porto naturale di Brindisi, i cui due seni, di levante e di ponente, ricordano visivamente le ramificazioni delle corna di un cervo. Questa origine è ancora chiaramente percepibile nelle fotografie satellitari del porto moderno.

Cosa rappresentano le due colonne nello stemma di Brindisi ?

Le due colonne raffigurate nello stemma rappresentano le celebri colonne terminali della Via Appia, la Regina Viarum, la più importante strada dell'antica Roma. Brindisi era il punto d'arrivo di questa arteria stradale lunga oltre 500 km, che collegava Roma all'Adriatico. Una delle due colonne originali è ancora oggi visibile in cima alla Scalinata Virgilio nel centro storico di Brindisi, mentre l'altra fu donata alla città di Lecce nel XVI secolo. Le colonne furono inserite nello stemma nel 1845, ad affiancare la testa di cervo già presente.

Quando fu riconosciuto ufficialmente lo stemma del Comune di Brindisi ?

Lo stemma del Comune di Brindisi fu ufficialmente riconosciuto con decreto del capo del governo del 10 agosto 1924. Tale decreto autorizzava il Comune di Brindisi, allora in provincia di Lecce, a fare uso dello stemma civico con il massacro di cervo d'oro, le due colonne e le insegne della croce di guerra al valor militare. Il gonfalone fu invece concesso con regio decreto del 2 agosto 1929.

Lo stemma di Brindisi è ancora presente nella vita della città oggi ?

Lo stemma di Brindisi è pienamente vivo nella città contemporanea e campeggia su edifici istituzionali, documenti ufficiali, targhe e arredi urbani. Il gonfalone, drappo di colore azzurro con lo stemma ricamato in argento, accompagna le cerimonie ufficiali, tra cui la Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare che si celebra ogni anno il 12 novembre presso il Monumento al marinaio d'Italia. La testa di cervo e le due colonne restano i simboli identitari più riconoscibili della città, ampiamente ripresi nel turismo e nella comunicazione istituzionale.

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