Terni, antica Interamna Nahars fondata tra i fiumi Nera e Serra, porta nel suo stemma uno dei simboli araldici più singolari dell'Umbria: il Tiro, creatura leggendaria metà drago e metà serpente alato, che affonda le sue radici in una storia millenaria di bonifica, coraggio e identità civica. Scoprire lo stemma di Terni significa addentrarsi nel cuore della memoria collettiva di una città che ha saputo trasformare la paura in orgoglio.
🛡️ Stemma della città di Terni — Descrizione araldica
Lo stemma della città di Terni si legge così : « Di rosso al Tiro alato di verde, squamato, linguato e coronato d'oro, rampante a destra. Motto: TIRVS ET AMNIS DEDERVNT SIGNA TERAMNIS. Ornamenti esteriori da Città. »
Sommario
Significato dello stemma di Terni
Lo stemma di Terni è dominato dalla figura del Tiro, una creatura leggendaria che concentra in sé il significato profondo dell'identità ternana. Ogni elemento del blasone porta un preciso valore simbolico:
- Il campo di rosso : colore del coraggio e della forza, richiama la tradizione guerriera e civica della città, nonché i colori storici del Comune attestati già in epoca medievale.
- Il Tiro alato di verde : creatura ibrida tra il drago e il serpente alato, il verde ne sottolinea il legame con la natura paludosa e con le acque stagnanti che caratterizzavano l'antica conca ternana.
- Le squame, la lingua e la corona d'oro : il doratore di questi elementi rafforza la dignità regale della figura, elevando il Tiro da mostro temuto a simbolo nobilitato della città.
- La postura rampante : il Tiro è raffigurato nell'atto di slanciarsi verso destra, postura che in araldica esprime vitalità, dinamismo e spirito combattivo.
- Il motto TIRVS ET AMNIS DEDERVNT SIGNA TERAMNIS : iscrizione latina che significa "il Tiro e il fiume hanno dato il simbolo a Terni", unendo la creatura leggendaria e il fiume Nera come fondamenti dell'identità cittadina.

Il rosso e il verde sono da secoli i colori della città: già nella tradizione medievale, i trombettieri e i ministri al servizio del magistrato pubblico indossavano uniformi rosse fasciate di verde, rendendo questi colori inseparabili dall'immagine di Terni.
📜 Fatto Poco Noto — Il Tiro e le sue rappresentazioni
Il Tiro veniva raffigurato nei secoli in modi diversi: ora ritto, ora accovacciato, ora nuotante sull'acqua, ora alato e rampante. È proprio quest'ultima versione, sebbene la meno antica, quella che alla fine si è definitivamente affermata nello stemma ufficiale della città.
Storia dello stemma di Terni
Le origini dello stemma di Terni si intrecciano con la storia stessa della città, fondata intorno al 673 a.C. da popolazioni umbre tra i fiumi Nera e Serra. Il nome latino della città, Interamna Nahars, significa letteralmente "tra due fiumi", e il corso d'acqua era già allora al cuore dell'identità locale. Le zone paludose create dal fiume Nera e dal torrente Serra resero il territorio fertile ma insalubre, favorendo la diffusione della malaria, che gli antichi ternani personificarono nella figura del Tiro, drago delle acque stagnanti.
La prima menzione documentata di simboli araldici legati a Terni risale a circa il 1398, quando i 24 popolani e i 24 nobili che formarono il Consiglio dei Conservatori ricevettero ciascuno un vessillo per i sei rioni della città. Sappiamo dal cronista Angeloni che il sigillo cittadino recava già la figura del Tiro, descritto come "animale simile a un drago, di colore verde in campo rosso", confermando l'antichità del simbolo. Accanto al Tiro, altri due emblemi circolavano sui sigilli cittadini: l'aquila, utilizzata dai nobili di fazione ghibellina, e l'angelo, usato dai priori di fazione guelfa.
Lo stemma e il gonfalone furono formalmente riconosciuti con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III del 4 maggio 1936, che ne sancì ufficialmente il blasone. Il decreto costituì in realtà un'anomalia procedurale: all'epoca gli stemmi di uso antico venivano "riconosciuti" con decreto del Capo del Governo, mentre i nuovi venivano "concessi" con regio decreto. Il fatto che Terni ricevesse un regio decreto per uno stemma il cui uso era provato da secoli testimonia quanto la tradizione araldica ternana fosse percepita come originale e degna di solenne consacrazione.

📜 Contesto Storico — La bonifica e la leggenda del Tiro
Secondo la tradizione raccolta da Elia Rossi Passavanti nella sua opera Interamna Nahars, il Tiro fu sconfitto da un giovane cavaliere della famiglia Cittadini, che affrontò il mostro armato di lucente armatura: la creatura, abbagliata dal proprio riflesso nelle piastre metalliche, fu ferita mortalmente. I terreni bonificati furono poi donati al nobile, segnando simbolicamente la vittoria dell'uomo sulla palude.
FAQ — Domande frequenti sullo stemma di Terni
Qual è il motto della città di Terni ?
Il motto della città di Terni è TIRVS ET AMNIS DEDERVNT SIGNA TERAMNIS, variante latina di Thyrus et Amnis Dederunt Signa Teramnis, che si traduce con "il Tiro e il fiume hanno dato il simbolo a Terni". Il motto unisce i due elementi fondatori dell'identità ternana: la creatura leggendaria del Tiro, simbolo della bonifica delle paludi, e il fiume Nera, che ha plasmato la geografia e la storia della città fin dalle sue origini.
Che cos'è il Tiro raffigurato nello stemma di Terni ?
Il Tiro è una creatura leggendaria descritta come simile a un drago, bipede, con una lunga coda contorta e ali, di colore verde macchiato d'oro. Secondo la tradizione, abitava le zone paludose presso la località chiamata "La Chiusa" e uccideva gli abitanti di Terni con il suo alito pestilenziale. La sua figura sullo stemma rappresenta allegoricamente la malaria, che affliggeva il territorio ternano a causa dei ristagni d'acqua del fiume Nera e del torrente Serra, sconfitta grazie alla bonifica delle paludi nel corso dei secoli.
Perché il drago Tiro è di colore verde in campo rosso ?
Il verde del Tiro evoca il legame con la natura paludosa e acquitrinosa dell'antica conca ternana, mentre il rosso del campo è il colore tradizionale della città, attestato almeno dal Medioevo. Il cronista Angeloni ricorda che i trombettieri al servizio del magistrato pubblico indossavano uniformi "rosse fasciate di verde", confermando che questi due colori erano già da secoli le tinte identificative di Terni. La corona e la lingua d'oro nobilita la figura del Tiro, elevandolo da mostro temuto a simbolo di dignità civica.
Quando fu ufficialmente adottato lo stemma di Terni ?
Lo stemma e il gonfalone della città di Terni furono formalmente riconosciuti con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III del 4 maggio 1936. Il decreto ne sancì ufficialmente il blasone e gli ornamenti esteriori da Città. Tuttavia, l'uso del Tiro verde in campo rosso come simbolo di Terni è documentato molto prima: già intorno al 1398 il sigillo cittadino recava questa figura, e la tradizione araldica legata al Tiro risale probabilmente alle origini stesse della città medievale.
Come è presente lo stemma di Terni nella città oggi ?
Lo stemma di Terni con il Tiro alato è oggi visibile sui principali edifici istituzionali della città, a partire dal Palazzo del Comune, ed è riprodotto nei documenti ufficiali del Municipio e sullo stendardo civico. Vale la pena notare che nell'uso corrente il drago sullo stendardo civico è rappresentato in oro anziché verde, una variante rispetto al blasone ufficiale. La bandiera cittadina è invece composta da pali rossi e verdi, i colori storici dello stemma, richiamando fedelmente le tinte del Tiro e del campo.