Il gonfalone di Napoli non è solo un'insegna civica: è una delle poche bandiere italiane decorate al valor militare. Ripercorriamo il suo aspetto araldico, la sua storia e il cerimoniale che ancora oggi ne regola l'uso.
🛡️ Gonfalone della città di Napoli — Descrizione araldica
Il gonfalone della città di Napoli si legge così: « troncato d'oro e di rosso, caricato dello stemma civico, con l'iscrizione in oro "Comune di Napoli" »
Sommario
Significato del gonfalone di Napoli
Ogni elemento del gonfalone napoletano racchiude un significato preciso, tra araldica civica e memoria storica.
- Troncato d'oro e di rosso: il drappo è diviso orizzontalmente in due campi, oro nella parte superiore e rosso in quella inferiore, i colori tradizionali della città.
- Stemma civico centrale: al centro del drappo compare lo stemma del Comune, secondo le norme araldiche che regolano i gonfaloni italiani.
- Cravatta tricolore frangiata: come previsto dalla normativa sui gonfaloni, chiude il drappo con nastri nei colori nazionali.

📜 Fatto Poco Noto — Le regole del 1943
L'aspetto dei gonfaloni italiani, comprese le dimensioni del drappo (un metro per due) e la lavorazione dell'asta, è fissato dal Regio Decreto 7 giugno 1943, n. 652, tuttora il riferimento normativo in materia.
Storia del gonfalone di Napoli
Il gonfalone cittadino porta appesa una medaglia d'oro al valor militare, conferita il 10 settembre 1944 per la sollevazione popolare nota come le Quattro Giornate di Napoli, svoltasi dal 27 al 30 settembre 1943, che portò alla fine dell'occupazione tedesca della città. La motivazione ufficiale celebra la città per aver saputo, "in mezzo al lutto e alle rovine", cacciare le truppe germaniche affrontandone la dura rappresaglia.
L'aspetto del gonfalone è cambiato nel tempo insieme allo stemma civico che raffigura. Presso l'Archivio Storico Municipale di Napoli si conserva un bozzetto databile alla fine del 1933, che mostra il gonfalone così come apparve fino alla caduta del fascismo: lo stemma recava allora il cosiddetto "capo del Littorio", introdotto dal decreto reale del 12 ottobre 1933, un capo rosso con il fascio littorio d'oro circondato da rami di quercia e alloro.
Oggi il gonfalone compare nelle cerimonie ufficiali cittadine, dove il suo status di insegna decorata al valor militare gli garantisce una posizione precisa nell'ordine di precedenza del cerimoniale.

📜 Aneddoto Storico — Il "capo del Littorio"
Tra il 1933 e la caduta del fascismo, lo stemma raffigurato sul gonfalone includeva il "capo del Littorio", elemento araldico imposto per decreto a tutti gli stemmi comunali del Regno e in seguito rimosso.
FAQ — Domande frequenti sul gonfalone di Napoli
Quando è stata conferita la medaglia d'oro al gonfalone di Napoli?
La medaglia d'oro al valor militare è stata conferita il 10 settembre 1944, in riconoscimento della rivolta delle Quattro Giornate di Napoli del settembre 1943.
Cosa rappresentano i colori del gonfalone?
Il drappo è troncato d'oro e di rosso, i due colori araldici tradizionali della città, sul quale è caricato lo stemma civico.
Perché il gonfalone di Napoli ha una medaglia appesa al drappo?
La medaglia d'oro al valor militare celebra il sacrificio della popolazione napoletana durante l'insurrezione contro le truppe tedesche nel settembre 1943, un episodio unico nella storia delle città italiane occupate.
Da quali norme è regolato l'aspetto dei gonfaloni comunali italiani?
L'articolo 5 del Regio Decreto n. 652 del 7 giugno 1943 stabilisce forma, dimensioni e materiali del drappo, dell'asta e della cravatta tricolore.
Dove compare oggi il gonfalone di Napoli?
Compare nelle cerimonie ufficiali cittadine, dove il suo status di insegna decorata gli assegna una posizione specifica nell'ordine di precedenza rispetto a bandiere, medaglieri e altri gonfaloni.