Tra un cavaliere, una donna e una rete piena di pesci, lo stemma di Rieti racconta secoli di leggende e trasformazioni araldiche. Scopriamo insieme il suo significato e la sua storia.
🛡️ Stemma della città di Rieti — Descrizione araldica
Lo stemma della città di Rieti si legge così: «Spaccato: nel primo di rosso, al cavaliere armato d'argento, nell'atto di ricevere lo stendardo, fustato d'oro, svolazzante a destra, dalle mani di una donna rivoltata d'argento, coronata all'antica d'oro; nel secondo d'azzurro, a tre pesci natanti d'argento, posti 2 e 1, in una rete attraversante sul tutto pure d'argento.»
Sommario
Significato dello stemma di Rieti
Ogni elemento dello scudo troncato racchiude un pezzo della storia e delle leggende reatine.
- Il cavaliere armato : secondo alcune interpretazioni rappresenterebbe Manio Curio Dentato, celebrato per aver bonificato la Piana Reatina, oppure una figura legata alla tradizione longobarda dell'investitura.
- La donna con lo stendardo : identificata di volta in volta con Rea, la città personificata o Rea Silvia, simboleggia l'atto di consegna del comando o dell'alleanza al cavaliere.
- La rete : richiama l'antico lacus Velinus, il lago che diede origine all'insediamento, e per l'Angelotti rappresenta anche la legge cittadina.
- I tre pesci : due interni alla rete e uno esterno, letti come i sudditi soggetti alla legge e il giudice chiamato ad applicarla.
- La corona da marchese : privilegio araldico legato al titolo di Marchese di Moggio, un tempo attribuito al gonfaloniere della città.

📜 Fatto Poco Noto — La più antica testimonianza
Il primo simbolo civico documentato di Rieti risale al 20 agosto 1384, quando il Registro delle Riformanze cita una bandiera rossa con una croce bianca, ben prima della comparsa della rete.
Storia dello stemma di Rieti
Nel XV secolo la città adotta un nuovo simbolo: una rete su sfondo azzurro, visibile ancora oggi su una porta del vicolo del Duomo e sulle mensole lignee di Palazzo Secenari, la cui famiglia ne fece anche il proprio emblema. Poco dopo lo scudo viene diviso orizzontalmente: nella metà superiore, di colore rosso, compaiono un cavaliere e una donna che gli porge uno stendardo, mentre la rete resta nella parte inferiore. Un esemplare troncato di questo tipo, databile allo stesso secolo, si trova ancora sopra la porta del Museo civico.
L'identità dei due personaggi ha alimentato dibattiti per secoli. Carlo Latini, nelle sue Memorie del 1832, li associa a Rea e a Manio Curio Dentato; Pompeo Angelotti, nel 1635, li lega invece a Rea e Saturno, mentre Giovanni Villani racconta la leggenda di Rea Silvia, da cui la città avrebbe preso il nome. Successivamente compaiono anche i tre pesci nella parte coperta dalla rete, completando la composizione arrivata fino a noi.
📜 Aneddoto Storico — Il riconoscimento ufficiale
Lo stemma nella sua forma attuale è stato riconosciuto ufficialmente con un decreto del Capo del Governo del 28 luglio 1942, mentre il gonfalone cittadino ha ottenuto la propria concessione con D.P.R. del 21 marzo 1997.
La corona da marchese che sovrasta lo scudo potrebbe risalire al XVII secolo, epoca in cui il gonfaloniere di Rieti portava il titolo di Marchese di Moggio, un dettaglio che testimonia il legame tra araldica civica e vicende nobiliari locali.

FAQ — Domande frequenti sullo stemma di Rieti
Qual è il motto della città di Rieti?
L'antica impresa cittadina era «Civitas reatina fidelis», visibile su uno stemma del 1634 conservato nel Museo civico. Sulla campana comunale seicentesca compare invece la frase «In pratis late Rea condidit ipsa Reate».
Cosa rappresenta la rete nello stemma di Rieti?
La rete richiama l'antico lacus Velinus, il lago prosciugato che diede origine all'insediamento e alla fertile Piana Reatina, ed è l'elemento araldico più antico della città, già presente nel XV secolo.
Perché sullo stemma compaiono un cavaliere e una donna?
La scena raffigura una donna che consegna uno stendardo a un cavaliere. Le interpretazioni storiche variano: da Rea che cede il comando a Saturno, fino alla leggenda di Rea Silvia narrata da Giovanni Villani.
Quando è stato ufficialmente riconosciuto lo stemma di Rieti?
Lo stemma attuale è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 28 luglio 1942, mentre il gonfalone civico ha ricevuto la concessione ufficiale con D.P.R. del 21 marzo 1997.
Dove si può vedere ancora oggi lo stemma di Rieti?
È visibile sul gonfalone cittadino, nel pavimento della cappella di Santa Barbara della cattedrale e sul monumento ai caduti della Grande Guerra nei portici del municipio, oltre che su antichi manufatti come le porte di Palazzo Secenari.