Stemma di Alessandria : storia e significato

Stemma di Alessandria : storia e significato

17 giugno 2026Yann REYNAUD


🕐 Tempo di lettura : 4 min
✍️ A cura del team La Cultura Italica

Alessandria, città fondata nel cuore del Piemonte nel XII secolo, porta nel suo stemma la memoria viva di una resistenza leggendaria contro l'imperatore Federico Barbarossa. La croce rossa su campo d'argento e i fieri grifoni che la sostengono raccontano secoli di storia, di orgoglio civico e di un motto che risuona ancora oggi come un monito senza tempo.

🛡️ Stemma della città di Alessandria — Descrizione araldica

Lo stemma della città di Alessandria si legge così : « D'argento alla croce di rosso, circondato da due rami di quercia e d'alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali; sostegni: due grifoni al naturale controrampanti, con le teste rivolte e le ali spiegate; motto: DEPRIMIT ELATOS LEVAT ALEXANDRIA STRATOS; corona da Città »


Significato dello stemma di Alessandria

Ogni elemento dello stemma di Alessandria è portatore di un significato preciso, radicato nella storia e nell'identità della città. Ecco i principali componenti e la loro simbologia:

  • La croce rossa in campo d'argento : insegna civica per eccellenza, rimanda alle origini medievali della città e alla tradizione dei comuni italiani che adottarono la croce come simbolo di identità collettiva e di appartenenza alla causa guelfa.
  • I due grifoni controrampanti : animali araldici mitologici, metà aquila e metà leone, simboli di forza, coraggio e vigilanza. La loro posizione con le teste rivolte e le ali spiegate esprime la potenza difensiva della città.
  • I rami di quercia e d'alloro : la quercia richiama la forza e la resistenza, l'alloro la gloria e la vittoria. Annodati da un nastro tricolore, incorniciano lo scudo con un doppio significato di virtù civica e di orgoglio nazionale.
  • Il nastro dai colori nazionali : segno dell'unità d'Italia e del legame di Alessandria con la nazione, aggiunto nell'araldica più recente per sottolineare l'appartenenza alla patria comune.
  • La corona da Città : indica il rango di città capoluogo, con i cinque merli di torri guelfe a coda di rondine che caratterizzano la corona turrita dell'araldica municipale italiana.
  • Il motto DEPRIMIT ELATOS LEVAT ALEXANDRIA STRATOS : frase di straordinaria forza morale, tradotta come "Alessandria umilia i superbi ed esalta gli umili", attribuita dalla tradizione a Papa Alessandro III in omaggio alla resistenza della città contro Barbarossa.

La composizione complessiva dello stemma trasmette un messaggio di equilibrio tra forza militare e giustizia civile, tra umiltà e fierezza, valori che hanno definito il carattere degli alessandrini nel corso dei secoli.

📜 Aneddoto Storico — Il motto e gli alessandrini

Il motto latino Deprimit elatos levat Alexandria stratos, attribuito dalla tradizione a Papa Alessandro III, fu interpretato con spirito caustico dagli alessandrini, che lo tradussero liberamente come: "Le zucche vengono sempre a galla". Questo gioco di parole rivela il carattere pragmatico e ironico della cultura popolare piemontese, capace di fare proprie anche le grandi sentenze con una punta di autoironia.


Storia dello stemma di Alessandria

Lo stemma di Alessandria è antico quasi quanto la città stessa, fondata nel 1168 come baluardo della Lega Lombarda contro le mire espansionistiche dell'imperatore Federico I detto il Barbarossa. Il primo stemma fu ideato intorno al 1175, dopo la fine dell'assedio imperiale, e si presentava già nella sua forma essenziale: croce rossa in campo d'argento, sorretta in origine da due angeli, con il nastro recante il celebre motto attribuito a Papa Alessandro III, da cui la città prese il nome.

Nel corso dei secoli lo stemma subì alcune trasformazioni significative. Nel 1575 i due angeli sostegni furono sostituiti da due grifoni, animali araldici di grande valenza simbolica, ma nel 1600 gli angeli furono restaurati. La situazione si stabilizzò definitivamente dopo il breve parentesi napoleonica: nel 1811, per volere di Napoleone Bonaparte, fu adottato uno stemma completamente diverso, ancora oggi conservato presso il museo civico di via Tripoli. Con la Restaurazione del 1814, Alessandria tornò al suo stemma tradizionale, con i grifoni al posto degli angeli e la corona turrita a sormontare lo scudo.

L'origine della croce piana rossa su campo d'argento si inserisce nel più ampio fenomeno dell'araldica comunale italiana del XII secolo. Numerose città del Centro-Nord, tra cui Genova, Milano, Firenze, Bologna e Padova, adottarono insegne analoghe, spesso ricollegate alla tradizione crociata. Nel caso di Alessandria, l'insegna fu però soprattutto espressione di un'identità civica costruita attorno alla resistenza contro l'imperatore, un evento fondativo che plasmò la memoria collettiva della città per secoli.

📜 Contesto Storico — La fondazione e Barbarossa

Alessandria fu fondata nel 1168 dalla Lega Lombarda unendo i borghi di Rovereto, Gamondio e Marengo, e intitolata a Papa Alessandro III, alleato dei comuni italiani contro Federico Barbarossa. L'assedio imperiale del 1174-1175 si concluse con la resistenza vittoriosa della città, episodio che divenne il cuore della sua identità araldica e civica.


FAQ — Domande frequenti sullo stemma di Alessandria

Qual è il motto della città di Alessandria ?

Il motto della città è DEPRIMIT ELATOS LEVAT ALEXANDRIA STRATOS, che si traduce letteralmente come "Alessandria umilia i superbi ed esalta gli umili". La tradizione attribuisce questa frase a Papa Alessandro III, in riconoscimento della resistenza della città contro l'imperatore Federico Barbarossa. Gli alessandrini, con il loro caratteristico spirito ironico, ne hanno elaborato nel tempo anche una traduzione popolare: "Le zucche vengono sempre a galla".

Cosa simboleggiano i grifoni nello stemma di Alessandria ?

I due grifoni controrampanti, con le teste rivolte e le ali spiegate, sono animali araldici mitologici che uniscono le caratteristiche dell'aquila (dalla cintola in su) e del leone (dalla cintola in giu). Nell'araldica medievale rappresentano forza, coraggio e vigilanza. Nello stemma di Alessandria fungono da sostegni allo scudo, incorniciandolo in una posizione di guardia che evoca la vocazione difensiva della città. Adottati definitivamente a partire dal 1814 in sostituzione degli angeli originari, i grifoni sono oggi il simbolo araldico più riconoscibile di Alessandria.

Perché la croce rossa su campo d'argento figura nello stemma di Alessandria ?

La croce rossa su campo d'argento è una delle insegne araldiche più diffuse tra i comuni italiani del XII secolo. Per Alessandria, essa fu adottata fin dalla fondazione della città nel 1168, in un periodo cruciale per l'affermazione dell'araldica comunale. Secondo gli storici, l'insegna non fu copiata da altri: nacque come espressione autonoma dell'identità civica di una comunità che si era costituita in risposta a una minaccia imperiale. La croce divenne così il simbolo della resistenza e dell'unione dei borghi fondatori, trasmesso intatto attraverso i secoli fino allo stemma attuale.

Quando fu creato lo stemma di Alessandria ?

Il primo stemma di Alessandria fu ideato intorno al 1175, pochi anni dopo la fondazione della città nel 1168 e al termine del celebre assedio di Federico Barbarossa. Si tratta quindi di uno degli stemmi comunali italiani più antichi, nato in un'epoca in cui l'araldica si stava appena affermando come linguaggio visivo delle identità politiche e territoriali. Pur con alcune modifiche nel corso dei secoli, in particolare nel 1575, nel 1600 e durante il periodo napoleonico (1811-1814), la struttura essenziale dello stemma, la croce rossa su campo d'argento, è rimasta invariata per quasi novecento anni.

Come è presente lo stemma di Alessandria nella città oggi ?

Lo stemma di Alessandria è parte integrante della vita istituzionale e visiva della città. Compare sugli edifici pubblici, sui documenti ufficiali del Comune e sui veicoli delle amministrazioni locali. Il gonfalone, di bianco alla croce di rosso con il motto ricamato in lettere romane, viene esposto nelle cerimonie civiche e nelle occasioni di rappresentanza. Lo stemma originale napoleonico del 1811, completamente diverso da quello attuale, è conservato presso il museo civico di via Tripoli, testimonianza di un breve ma significativo capitolo della storia araldica della città.

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