Stemma di Lecce : storia e significato

Stemma di Lecce : storia e significato

16 giugno 2026Yann REYNAUD


🕐 Tempo di lettura : 4 min
✍️ A cura del team La Cultura Italica

Lecce, gioiello del Salento e capitale del Barocco pugliese, porta nel proprio stemma due simboli indissolubilmente legati alla sua identità più profonda: la lupa e il leccio. Un'arma civica dalla storia complessa e affascinante, che attraversa secoli di gloria, dominazioni e rinascite.

🛡️ Stemma della città di Lecce — Descrizione araldica

Lo stemma della città di Lecce si legge così : « D'argento, alla lupa passante di nero, attraversante il fusto di un albero di leccio di verde, sradicato e ghiandifero d'oro. »
(R.D. 20 aprile 1942)


Significato dello stemma di Lecce

Ogni elemento che compone lo stemma di Lecce è portatore di un significato preciso, radicato nella storia e nella geografia della città e del territorio salentino.

  • La lupa nera passante : richiama direttamente il toponimo latino Lupiae, l'antico nome di Lecce, da cui la città trasse, secondo la tradizione, le proprie origini.
  • L'albero di leccio verde, sradicato e ghiandifero d'oro : doppio rimando alla città stessa, il cui nome moderno deriva proprio da questo albero, caratteristico della Terra d'Otranto; il leccio avrebbe offerto riparo alla lupa leggendaria.
  • Il campo d'argento : colore già presente nelle miniature di un diploma del 1536, con il quale Carlo V conferì il titolo di Cavaliere Aurato ad Alfonso Mosco di Lecce, attestando così la continuità araldica della città.
  • La corona comitale : evoca la gloriosa Contea di Lecce, istituita con l'arrivo dei Normanni in Puglia, quando il conte Gaufrido, figlio di Accardo, si insediò in città; Lecce fu capitale della Contea fino al 1463, anno della morte di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo.

La sovrapposizione tra la figura della lupa e quella del leccio crea un simbolismo di rara coerenza: il nome antico e quello moderno della città si incontrano in un unico campo araldico, fondendo mito fondativo e paesaggio naturale in un'immagine di forte identità territoriale.

📜 Fatto Poco Noto — Il diploma di Carlo V

Nel 1536, l'imperatore Carlo V attribuì il titolo di Cavaliere Aurato ad Alfonso Mosco di Lecce con un diploma miniato in campo d'argento, colore che sarebbe poi diventato lo smalto ufficiale dello stemma cittadino. Questo documento costituisce una delle più antiche attestazioni grafiche dell'araldica leccese.


Storia dello stemma di Lecce

La storia dello stemma civico di Lecce ha la propria origine ufficiale nel 1869, quando il tipografo trevisano Gaetano Longo avviò un'opera per raccogliere gli stemmi di tutti i comuni del nuovo Regno d'Italia. L'allora sindaco Michele Lupinacci si mobilitò prontamente, affidando al duca Sigismondo Castromediano, membro della Commissione conservatrice dei Monumenti Storici e di Belle Arti di Terra d'Otranto, l'incarico di redigere una descrizione araldica degna della città. Castromediano delegò a sua volta lo studioso Luigi De Simone, che ottenne dal pittore Giovanni Grassi due copie dell'arma di Lecce.

Il 10 marzo 1896, il consigliere comunale Nicolò Foscarini ottenne l'approvazione unanime del Consiglio comunale sulle insegne della città. La realizzazione definitiva dei disegni dello stemma, della divisa e del gonfalone fu poi affidata dal sindaco Giuseppe Pellegrino all'esperto di araldica Filippo Bacile di Castiglione, barone di Spongano, figura di primo piano nell'araldica meridionale dell'epoca.

📜 Contesto Storico — Lo stemma sotto il fascismo

Il 24 agosto 1938, l'amministrazione cittadina deliberò l'aggiunta del Capo del Littorio allo stemma di Lecce, per «legittimare sull'antica arma il simbolo di un'Era che tutte le precedenti sovrasta». Il decreto reale del 20 aprile 1942 sancì ufficialmente la modifica, che rimase in vigore fino alla caduta del Regime nel 1945, quando Lecce tornò al proprio stemma originale.

Con la fine del fascismo nel 1945, Lecce recuperò la propria arma storica nella forma approvata a fine Ottocento, depurando lo stemma da ogni aggiunta ideologica e restituendo alla città un simbolo autentico, espressione della sua storia millenaria e della sua identità salentina.


FAQ — Domande frequenti sullo stemma di Lecce

Qual è il motto della città di Lecce ?

Il motto tradizionalmente associato a Lecce è «Lupiae fidelis», che richiama la fedeltà della città e il suo antico nome latino Lupiae. Esso sintetizza il legame profondo tra l'identità civica leccese e la sua storia plurimillenaria nel cuore del Salento.

Cosa rappresenta la lupa nello stemma di Lecce ?

La lupa nera passante è il simbolo più antico dello stemma di Lecce e rimanda direttamente al toponimo latino Lupiae, l'antico nome della città. Secondo la tradizione, Lecce avrebbe avuto origini legate alla figura della lupa, animale tutelare che compare anche nella mitologia fondativa di numerose città italiche. La sua posizione passante, ovvero in cammino da destra a sinistra, esprime movimento, vitalità e continuità storica.

Perché figura un albero di leccio nello stemma ?

Il leccio è presente nello stemma per un doppio motivo: da un lato, il nome moderno della città di Lecce deriverebbe proprio da questo albero sempreverde, tipico della macchia mediterranea e molto diffuso nella Terra d'Otranto; dall'altro, la tradizione vuole che lo stesso leccio avesse offerto riparo alla lupa leggendaria delle origini. L'albero è rappresentato sradicato e ghiandifero d'oro, a evocare forza, radicamento nel territorio e abbondanza.

Quando fu adottato ufficialmente lo stemma di Lecce ?

Lo stemma di Lecce fu approvato ufficialmente nella sua forma definitiva il 10 marzo 1896 con voto unanime del Consiglio comunale. Una variante modificata, con l'aggiunta del Capo del Littorio, fu sancita con decreto reale il 20 aprile 1942 durante il periodo fascista. Con la caduta del Regime nel 1945, la città tornò allo stemma approvato nel 1896, che è quello tuttora in uso.

Come è presente lo stemma di Lecce nella città oggi ?

Lo stemma di Lecce è oggi visibile sugli edifici istituzionali, sui documenti ufficiali del Comune e sui sigilli della città. Compare inoltre sul gonfalone cittadino, portato in occasione delle cerimonie civili e delle ricorrenze storiche. La lupa e il leccio, figure fondanti dell'identità leccese, sono diventati nel tempo simboli riconoscibili ben oltre i confini amministrativi, rappresentando l'orgoglio di una città che ha fatto della propria storia e della propria cultura barocca un patrimonio di risonanza europea.

More articles